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Le "latomie" sono tra le aree archeologiche più interessanti dell'antica Siracusa greca. La parola latomia deriva dal Greco antico e voleva dire semplicemente "taglio di pietra" ad indicare che si trattava delle cave da cui venivano estratti i blocchi di pietra necessari per la costruzione della città. L'altipiano calcareo che prende avvio nell'area della Neapolis e prosegue fino all'altipiano dell'Epipoli fece sì che nei secoli venissero create diverse latomie per far fronte alla necessità di materiale da costruzione delle aree limitrofe ma anche per aiutare nella difesa della città dal momento che costituivano un grande sbarramento artificiale. La "cava" più visitata di Siracusa è la latomia del Paradiso, ubicata all'interno dell'area archeologica della Neapolis ma, tra le diverse cave di grande suggestione e visitata già fin dai tempi del grand tour, si annovera la latomia dei Cappuccini che circonda l'omonimo convento e lo storico Hotel Villa Politi che ospitò personaggi illustri tra cui lo statista Winston Churchill. Rispetto alla latomia del Paradiso la latomia dei Cappuccini risulta più raccolta ma anche suggestiva per via della sua fitta vegetazione, tanto che in dialetto siracusano è conosciuta come "sibbia", un termine che probabilmente deriva dalla parola "Silva" appunto, selva o foresta.
Per numerosi anni l'apertura della latomia dei Cappuccini è stata affidata ad un'associazione culturale operante nell'ambito dei beni culturali. Poi la chiusura e un lungo oblio. Infine, da inizi 2024, terminata una prima tranche di lavori di ristrutturazione la latomia del cappuccini è tornata ad aprirsi al pubblico, sebbene non regolarmente, almeno con aperture straordinarie.
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Anche per l'estate 2024 il comune di Noto propone un ricco calendario di concerti ed eventi che si terrà nel centro storico della cittadina barocca patrimonio Unesco. Come negli anni passati, location d'eccellenza sarà la scalinata della cattedrale di Noto che accoglierà gli spettatori mentre il palco su cui si esibiranno gli artisti verrà montato sul corso principale con lo splendido sfondo di Palazzo Ducezio. La possibilità di assistere alle performance nel cuore del centro storico è poi l'occasione ideale per una visita dei monumenti di Noto, magari tardo pomeridiana per evitare la calura estiva e per un apericena subito prima del concerto.
Pubblichiamo di seguito i concerti già confermati e comunicati dal comune di Noto e dagli organizzatori. I biglietti possono essere acquistati presso i punti vendita "fisici" convenzionati oppure direttamente online tramite il portale Ticketone.
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Dopo diversi anni di chiusura torna ad aprirsi al pubblico uno dei siti più antichi di Ortigia sotterranea. Si tratta dell'Artemision, il tempio ionico di Siracusa dedicato ad Artemide, la grande dea della caccia. Questo tempio era ubicato nel punto più alto dell'isola di Ortigia, nell'area che oggi corrisponde a Piazza Duomo e affiancava l'altro grande tempio ubicato nella stessa area, l'Athenaion, il tempio dedicato alla dea Atena sul quale venne in seguito costruito il duomo di Siracusa. Se i resti dell'Athenaion sono ancora oggi visibili anche dalla piazza e dalla vicina via Minerva, dalle quali è possibile ammirare le possenti colonne doriche che sono inglobate nei muri della cattedrale, lo stesso non è per l'Artemision.
Il tempio ionico infatti si trova al di sotto di Palazzo Vermexio, l'odierna sede del palazzo comunale di Siracusa e venne scoperto dall'archeologo Paolo Orsi nel 1910. Alcuni anni fa un nuovo allestimento architettonico a cura di Vincenzo Latina permise la fruizione del seminterrato e al contempo la veduta delle colonne del vicino tempio dorico grazie ad un padiglione progettato ad hoc, poi la lunga chiusura che terminerà il 26 maggio 2024 con la riapertura al pubblico.
Al di sotto di Palazzo Vermexio si possono ammirare le fondamenta del tempio e varie altre testimonianze della Siracusa antica. Artemide era una delle divinità maggiormente amate nella colonia corinzia ed è strettamente connessa a Siracusa anche nel suo mito più celebre, quello di Alfeo e Aretusa. Sebbene Siracusa sia stata fondata da coloni di stirpe dorica, questo tempio slanciato ed elegante venne commissionato con eleganti capitelli in stile ionico.
La gestione del monumento è affidato alla ditta Civita e il sito sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 14 con ingresso da Via Minerva n.4 . Chiuso il lunedì. Il biglietto di ingresso per gli adulti sarà di € 5, con riduzione a € 3 per una serie di categorie, € 2 per residenti e studenti e gratuità per disabili, guide turistiche, giornalisti e insegnanti accompagnatori. Il biglietto di ingresso comprende anche l'audioguida in lingua italiana e inglese. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a Civita al tel. +39 335 7304378.
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photo credits: S.Leggio/Clicksfromsicily.com
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Il museo archeologico "Paolo Orsi" di Siracusa è una delle più importanti realtà italiane per quanto riguarda l'archeologia delle colonie greche in Italia. Il museo sorse alla fine del 1800 nei locali della soprintendenza ai beni culturali di Piazza Duomo a Siracusa ma, in seguito, vista la vastità delle collezioni, venne spostato in una nuova sede nel quartiere Neapolis, incastonato tra l'area archeologica contenente il teatro greco e l'orecchio di Dionisio e le catacombe di San Giovanni. Il museo ospita oggi anche la direzione del parco archeologico di Siracusa. Al suo interno sono custoditi oltre 27000 reperti che spaziano dal paleolitico all'età tardoromana e paleocristiana. Le collezioni si focalizzano principalmente su Siracusa e le sue subcolonie (Eloro, Akrai, Kamarina, Kasmene) ma vi sono esposti anche reperti da altre località siciliane come Agrigento e Gela e un vasto settore è dedicato all'età del bronzo siciliana e alle culture di Castelluccio, Thapsos e Pantalica. Il museo Paolo Orsi conta 6 settori di 5 oggi fruibili al pubblico oltre al caveau che contiene una delle collezioni numismatiche più importanti al mondo. Come tanti musei la visita può impegnare diverse ore e sicuramente è utile affidarsi ad una guida privata o a un tour di gruppo per scoprire le principali peculiarità del museo. Qui di seguito vogliamo però elencare quelli che a nostro avviso sono alcuni dei reperti imperdibili del museo. Sono tutti reperti di grande interesse per il loro livello artistico o per le peculiarità proprie, elencati non in ordine d'importanza -sarebbe difficile fare una classifica!- ma in ordine di esposizione all'interno dei vari settori del museo.




